l’annegret va a chicago
ins italienische übersetzt von nicolò giubilato
1
per evitare delusioni annegret si mette a fare giusto una cosa: niente. walther riesce a disturbarla e ledà tre uova, con la parte esterna dell’unghia scheggiata ma senza alcun segno di alcuna lamentela, in vita sua walther non vuole più dimostrare niente a nessuno, annegret sistema le uova nella confezione: “solo tre?”, chiede, e walther annuisce verso il tavolo da cucina, il loro luogo comune in una casa, in un paese, in uno stato federale su una tovaglia cerata. quei due non si guardano, non lo fanno mai.
per annegret è meglio così, la cura della pelle non le si addice particolarmente, si vede dai suoi capillari sul naso. se si guardano con attenzione, sono addirittura già neri, ma con attenzione non li guarda nessuno, nemmeno walther, né ieri l’altro, né ieri, né oggi e stando alle aspettative neanche domani. tutto questo rattristisce annegret. lei desidera qualcuno che in lei si possa perdere, dal punto di vista emozionale, ma anche da quello fisico con occhiate e smania. ma questo qualcuno non arriva mai, uno così non esiste, arrivò solo walther e lui è rimasto. walther è considerato un esperto interregionale di pollame ma oggi ha un problema. stamattina possedeva ben 738 polli, adesso invece, matematicamente parlando, ne possiede zero. e di come poterlo spiegare a lei non ne ha la più pallida idea.
walther si conosce solo come uomo in mezzo ai polli e annegret solo come la rispettiva moglie. i due ne hanno passate tante insieme alle bestie. sanno come catturare al meglio quegli uccelli sia da soli che in due, dove si trovano le uove, come si stecca una zampina rotta e sanno anche che le galline fiorite svedesi hanno bisogno di recinti alti e di ali spuntate. un’esperienza che dura da anni.
comunque ci si accorge al meglio di un affiatamento quando gira male, è cosi per annegret e wather ma anche in generale nella malattia e nella morte. se è annegret a uccidere le bestie, fa così: colpisce la gallina sulla testa con una randellata, la tiene ferma fra le ginocchia, le taglia il collo con un coltello ben affilato o, male che vada, con una cesoia e la lascia dissanguare in questa posizione. le contrazioni derivano da una reazione muscolare del tutto normale.
se è walther a uccidere le bestie, fa così: lui soffre! lo fa silenziosamente, è vero, ma in un modo così profondo da scegliere metodi che non lo facciano uccidere mai da solo ma sempre assieme. uno tiene fermo, l’altro randella. ha paura di quell’errore che comporta che la bestia soffra ancora di più, e ossia così rumorosamente che se ne deve accorgere anche lui. e poi gli tocca colpirla di nuovo con l’accetta, e questo fa male il doppio. per questo, mentre uccide, richiede sostegno. e il suo sostegno si chiama annegret kolsowa.
walther si accosta ammodo con la sedia, il suo braccio fa un lieve sobbalzo come se volesse toccare annegret. ma volontariamente non lo farebbe mai.
“ascolta” dice walther, ed è già una cosa insolita perché lui non parla quasi mai.
“sì” dice annegret.
“è successa una cosa” fa walther, e poi non dice più niente.
“cosa” chiede annegret.
“oggi ho venduto tutte le bestie della stalla” dice walther.
“aha” gli fa annegret. che gli deve dire. alla radio qualcuno chiede se è possibile ingoiare una fetta di toast in un minuto. sì o no.
“a chi li hai venduti i polli” chiede annegret.
“a uno che ha offerto parecchio” dice walther. “quello entra, si mette lì come un ceppo di un albero, mi fa, le prendo tutte e poi gliel’ho vendute. i soldi me li ha dati subito. 15.000 in contanti, e poi si è preso le bestie. è arrivato qui alle 7 e alle 8 se n’era già andato.”
“aha”, dice annegret a dispetto di tutte le aspettative. le vengono parecchie domande, per esempio non capisce subito come uno possa mettersi lì come un ceppo. alla radio qualcuno spiega che in un minuto si può tirare giù un toast, solo se tagliato in quattro parti uguali.
annegret lo conosce il quiz alla radio onda baltica. ha già sentito in diretta la vincita di parecchie sabine, günther, dei michael e di molte sandre, ma lei non ha mai telefonato. pensa un po’, magarinon sa la risposta. pensa un po’, sono tutti lì ad ascoltarla. pensa un po’, l´hanno addirittura registrata. annegret kolsowa, la donna più stupida della germania. metti caso potesse scegliere fra dover sopportare questa situazione o volersi strappare ogni singolo pelo con una pinzetta, agguanterebbe subito la pinzetta. walther l’ha sorpresa? no. c´è rimasta male? no. si è offesa? no. è allegra? no. è annegret. il suo hobby consiste nello spalare strati su strati di letame di pollo.
2
da domani ci sarà una vita senza polli. a una cosa del genere annegret non ci è abituata, e l’abitudine ricopre un ruolo importante nella vita di annegret. può anche bruciare la borsa a copenaghen, notre-dame a parigi e le case popolari “girasoli” a rostock, questo a lei non interessa, è abituata che tutto vada secondo i piani. che la giornata inizi alle 5, si alza, si veste, 2 caffè lisci, il più delle volte mangia in piedi e si mette ad esaminare sia la crescita del nasturzio sia la crescita di quei tre peli che spuntano da sotto il mento e che, considerata la loro foltezza, meritano chiaramente l’appellativo di barba. la barba di annegret.
dopo si fanno le faccende, le più in cucina.
dopo va a fare qualcosa in giardino, lava i piatti e da un colpo di scopa.
dopo si cena.
dopo ci sono le notizie al “tg nord”.
dopo dritta a letto.
è così un’intera giornata di annegret.
il telefono è l’oggetto più moderno della casa. ce n’è un altro di ricambio in soffitta, nel caso si rompa. ma non si può rompere, perché non chiama mai nessuno e quindi il telefono non si rovina nemmeno. annegret e walther non si mettono mai a telefonare, perché non hanno nessuno da poter chiamare, e poi non saprebbero neanche cosa raccontare. non succede mai nulla. figli non ne hanno, amici non ne hanno, e nemmeno nemici. Raramente si fa sentire la solitudine. è la loro normalità. e su tutto ciò che è la normalità non ci riflettono più di tanto. fino ad oggi. a tutto ciò pensa annegret prima di addormentarsi concludendo il suo, per il momento, ultimo giorno di questa vita.
3
poi è già domani e tutto è cambiato. annegret si alza senza motivo, esce senza motivo dalla porta, monta senza motivo in bicicletta e pedala senza motivo da una parte all’altra del paese, ci si mette tre minuti in totale, se conti ad alta voce.
uno. due. tre.
tutto quello che vede è sempre stato lì. raramente in paese cambia qualcosa o qualcuno. le persone nascono, invecchiano, vanno in città con il pulman, imparano un mestiere, si trasferiscono in grandi città e tornano solo per le feste. d’estate vengono investiti i tassi, d’autunno la frutta caduta dagli alberi e quest’inverno tre cerbiatti. le persone lavorano alla cascina, o come badanti o al caseificio e si stupiscono quando vedono un cane al guinzaglio. annegret passa accanto a un muro di mattoni dove c’era una scritta con la svastica, poi qualcuno c´ha ripassato con la vernice bianca, e adesso c’è di nuovo una scritta con la svastica, fatta da un principiante, considerando la tecnica.
1 minuto e 21. 1 minuto e 22. 1 minuto e 23.
certe persone qui hanno denti in cattivo stato, ma non poi così cattivo da dover andare fino in città in macchina. le case non contano mai più di due piani che comprendono fra le 3 e le 5 stanze in cui non mette quasi mai piede nessuno che non sia di famiglia. 2000 metriquadri è la grandezza normale per i terreni. la gente guida BMW, trattori, furgoni della Volkswagen o non guida per niente, perché non c`è tempo da perdere e la benzina costa. ci si saluta con un cenno della testa o per niente, non c`è da rimanerci male.
1 minuto e 48.
un martedì sì e uno no annegret va per strada e guarda di cosa si disfa la gente nei sacchi del multimateriale deposti davanti casa. se le circostanze lo richiedono, si ferma e conta, il record sono stati sette sacchi in due settimane, e non era neanche natale, che è un’iniziativa famosa per la produzione di spazzatura e di imballaggi. di media si arriva a una quota di due sacchi a casa.
2 minuti e 58.
annegret non si ferma. ricomincia a contare da uno e riparte, passa accanto alla nonnetta in viola che ogni giorno indossa solo colori ostili. annegret fa un mezzo saluto, oggi non ci si deve fermare e iniziare a discorrere. lei adesso non fa più parte di quelli che fanno sempre tutto come prima.
3 minuti.
quello che vede di fronte a sé annegret lo aveva chiamato CASA. fino a ieri passava tempo a chiedersi quali erbe fossero erbacce e quali no. il piscialletto sì, l’ortica no. oggi è cambiato tutto.
pensa a walther che senza pollame è diventato per lei un`altra persona. una persona senza le fiere dell’allevamento avicolo, senza le compere al magazzino del mangime, senza penne nella tasca. lo conosce da sempre con i polli, la sua pelle da stalla, la sua amarezza quando ne vola via uno, quando la gente non paga abbastanza e anche la sua tristezza quando il gallo si prese il raffreddore, situazione incerta, forse non sarebbe mai più riuscito a cantare di nuovo come prima. ci riuscì. ma l’attesa fu lugubre, prima di tutto sulla faccia di walther. in vita sua non si è mai mosso più di 50 chilometri dal suo terreno. è nato qui, qui è rimasto e annegret ci è capitata dopo un po‘. anche se stesssa non si riconosce senza pollame, per lo meno non se lo ricorda com`era la vita prima di walther, prima dei polli, prima di quel paesino. perché si rimane in un posto da qualche parte? ad annegret vola un’ape contro la palpebra. si alza e fa il gradino di cemento su verso casa, quel posto che fino ad oggi era un posto in comune.
4
walter sta sdraiato sul divano come ci starebbe un uomo senza polli e non ha più nessuna mansione. lo si capisce subito, di solito non è uno che si distende, lui è un uomo tutto d`un pezzo.
“walther” dice annegret.
“si” risponde walther.
“è successa una cosa” dice annegret. “voglio andare a chicago”
in un primo momento walther non dice niente. ma che stupidaggine, magari me lo spiega ammodo. come mai chicago? così all`improvviso, non basta andare ad usedom? o a waren sul lago di müritz? o alla terra dei laghi del meclenburgo? per lui andrebbe bene anche il brandeburgo? Poi gli si accende la lampadina e capisce tutto. le chiede di nuovo, più come affermazione che come domanda: “a chicago”
“si” dice annegret.
“bene” dice walther. “vengo anch`io”.
